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On My Way Over There

Studio Logs

Patricia Carmo
On My Way Over There

Porto Seguro is historically the first city which was founded in Brazil. There I saw the first houses, the first church, the first prison and a beautiful view of the blue sea.

A guide took me over the historical site talking about the few nice little, colourful houses which have survived time. This houses are so small and beautiful, the very first constructions of the beggining of the birth of this nation! – who lived there?! In some of them, priests, in some others the slaves, it’s still there, 500 years of History. The guide told me that the roofs of the houses were made of clay tiles, which had been molded onto the slaves’ thighs.
Well, that is exactly the starting point for the work I am preparing now.


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Studio Logs

2009-05-02

visit to porto seguro (bahia) + brain storming

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2009-05-02

one possible way of showing the ceramic tiles...

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2012-04-03

final installation.
here the text, brilliantly suggested by the curator, to accompany this work (sorry for the italian. maybe the translation in english is "where have you been tonight" ? try this link: http://books.google.com.br/books?id=gTNpldVBjSgC&dq=clarice+lispector+it's+there+where+i'm+going&hl=it&sitesec=reviews. Interesting reading: "The passion according to G.H.", by C.L., translation by Hélène Cixous):

È la che io vado - Dove siete stati di notte? Traduzione di Adelina Aletti

Al di là dell'orecchio c'è un suono, all'estremità dello sguardo una visione, sulla punta delle dita un'oggetto – è la che io vado.

Sulla punta della matita il segno.

Dove esala un pensiero c'è un'idea, nell'ultimo alito di gioia c'è un'altra gioia, sulla punta dellaspada, la magia – è la che io vado.

Sulla punta dei piedi, il salto.

Sembra la storia di qualcuno che se ne è andato e non è tornato – è la che io vado.

Oppure non vado? Sì, vado. E torno per vedere come stanno le cose. Se sono ancora magiche. Realtà? Io vi aspetto. È la che io vado.

Sulla punta della parola c'è la parola. Voglio usare la parola “riunione”, ma non so dove, né quando.Sull'orlo della riunione c'è la famiglia. Sull'orlo della famiglia ci sono io. È verso di me che io vado. Eda me esco per vedere. Vedere cosa? Vedere ciò che esiste. Morta, è verso la realtà che io vado.Per ora è sogno. Sogno fatidico. Ma dopo – dopo, tutto è reale. E l'anima libera cerca un angolo incui disporsi. Me è un io che annuncio. Non so di cosa parlo. Parlo del niente. Io sono niente. Dopoessere morta mi ingrandirò e mi diffonderò, e qualcuno dirà con amore il mio nome.

È verso il mio povero nome che vado.

E da là ritorno per chiamare il nome dell'essere amato e dei figli. Loro mi risponderanno. Infine,avrò una risposta. Quale risposta? Quella dell'amore. Amore: io vi amo tanto. Amo l'amore.L'amore è rosso. La gelosia è verde. I miei occhi sono verdi. Ma sono di un verde così scuro, che infotografia risultano neri. Il mio segreto è avere gli occhi verdi all'insaputa di tutti.

All'estremità di me ci sono io. Io, colei che implora, che ha bisogno , che chiede, che piange, chesi lamenta. Ma colei che canta. Colei che dice parole. Parole al vento? Cosa importa, i venti leriportano indietro, e io le possiedo.

Io all'orlo del vento. La collina dei venti che urlano mi chiama. Vado, da quella strega che sono. E mi trasfiguro.

Oh, cane, dov'è la tua anima? È sull'orlo del tuo corpo? Io sono sull'orlo del mio corpo. Eappassisco, lentamente.

Cosa sto dicendo? Dico l'amore. E sull'orlo dell'amore ci siamo noi.


in "Onde estivestes de noite" (Dove siete stati di notte?) - 7ª Ed. - Ed. Francisco Alves - Rio de Janeiro - 1994

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